Mi chiamo Edoardo
e racconto storie
Mi piace farlo attraverso i video per dar forma a quello che le parole, da sole, non riescono a dire
Commissionato dal comune di Sampeyre ed oggi visibile come installazione multimediale all’interno del Centro Culturale Laboratoriale “Il Monastero” di Borgata Villaretto, il documentario analizza la realtà socio antropologica di una borgata di 19 abitanti a 1080 s.l.m..
Le Langhe, una delle mete enogastronomiche più rinomate al mondo. Ai margini della sfera enologica esiste una dimensione che rischia di essere trascurata: la produzione artistica e culturale. Il documentario racconta ed esplora la storia di 4 artisti locali: Pierflavio Gallina, Ferruccio Borgogno, Elia Sampò e Purple Rita.
Quattro giorni di gara in Valle Varaita al confine con la Francia, uno degli angoli più selvaggi delle Alpi. Documentare il ritmo frenetico della competizione ha richiesto il superamento di importanti sfide logistiche per raggiungere colli remoti e borgate isolate. Impegno e dedizione hanno permesso di restituire un racconto che celebra l'agonismo in un contesto ambientale d'eccezione.
L’antico Marchesato di Saluzzo trasformato in un palcoscenico d’eccezione per l’agonismo podistico. Tra ciottoli, sentieri, chiostri e campanili, il video restituisce l'energia degli atleti immersi nel patrimonio storico della città.
Un'avvincente gara ciclistica Juniores valida per il Campionato Regionale Piemontese. Attraverso riprese dinamiche ed un montaggio serrato il video ripercorre i 125 km di gara unendo la spettacolarità del ciclismo al ricordo della scomparsa di un giovane atleta.
Due giorni di pedalate gravel tra le valli del pinerolese: il video racconta la prima edizione dell’evento attraverso l'energia del campo base e la gioia del faticare in bicicletta senza competitività.
Il mio approccio al racconto degli eventi unisce brevi interviste ad ospiti ed organizzatori alla spontaneità
dei suoni catturati in presa diretta.
L'obiettivo
è garantire la massima aderenza agli obiettivi del cliente.
Ascoltare la propria voce e quella dei propri cari, a distanza di tempo, permette di connettersi a ciò che si era in quel preciso istante, restituendo un’interiorità altrimenti inaccessibile. Se l’immagine mostra il volto, la voce ne rivela l’anima.